Il carattere di Soncino, borgo fortificato sulla sponda destra del fiume Oglio, dipende da una lunga storia di guerre e di difese, di fortificazioni, di torrioni, di cortine murarie.
La cerchia muraria quattrocentesca (perimetro di 2 km) ha resistito egregiamente all’offesa del tempo e conserva al suo interno il sapore ancora a tratti comunale e medievale dell’abitato (da vedere: il Museo della Stampa, sede nel XV secolo di un’importante stamperia ebraica, conserva esemplari di torchi ancora funzionanti (cfr. orari e tariffe della Rocca); la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, gioiello di arte rinascimentale lombarda – è aperta nei giorni festivi dalle 15 alle 17 (ora solare) e dalle 15 alle 19 (ora legale) ; Palazzo Azzanelli, decorato con eleganti fregi marcapiano e decorazioni fittili che disegnano le finestre ogivali della facciata).
La Rocca sforzesca, costruita a partire dal 1473, è una delle architetture castellane meglio conservate della Lombardia. Vi si accede attraverso il rivellino, struttura fortificata ricostruita insieme al Ponte di soccorso alla fine del XIX secolo. Il castello era protetto da un fossato, che sul lato occidentale era sempre inondato. Si conservano ancora i resti della chiusa che permetteva di allagare anche il lato meridionale e sono visibili le tracce del pontile che consentiva la fuga in caso di attacco nemico. Sul medesimo lato vi è il Ponte di soccorso, in parte levatoio, l’unica apertura del forte verso la campagna.
All’interno la rocca rivela ancora il fascino antico della piazzaforte. La corte centrale serviva da disimpegno per i movimenti delle truppe a difesa del castello, le quali potevano da lì accedere agevolmente agli spalti (tuttora percorribili) per lanciare pietre o liquidi ustionanti dalle caditoie.
La torre castellana di nord-ovest conserva nei suoi ambienti dal carattere severo l’atmosfera di un passato di difesa, di battaglie, di armi e armature. Dal livello della corte si accede ai sotterranei, dotati di avvolgenti coperture a botte, adibiti verosimilmente a prigione e a deposito di vettovaglie. Il secondo sotterraneo era inondabile attraverso una presa d’acqua dal fossato: da lì si poteva accedere ad un passaggio segreto che consentiva la fuga in caso di assedio, altro elemento che aumenta la suggestione del luogo (Orari: da ottobre a marzo, feriali 10-12; sabato e festivi 10-12.30 e 14.30-17.30. Da aprile a ottobre, feriali 10-12, sabato e festivi 10-12.30 e 15.00-19.00 - ingresso cumulativo valido per la Rocca e il Museo della Stampa: euro 3,00, ingresso famiglia euro 7,00; ridotto per minimo 10 persone euro 2,20).
Grazie al suo fascino originale, la Rocca sforzesca di Soncino è stata l’ambientazione di due famosi film: Ladyhawke di Richard Donner e Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi. Inoltre essa fa abitualmente da cornice a suggestive manifestazioni in costume e a rievocazioni storiche (info: Pro Loco tel. 0374 84883; www.prolocosoncino.it )
Testo a cura di Silvia Merico, Guida Turistica, titolare del Blog: http://olfatto.blogspot.com